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Quel giorno non tornò, non lo avrei più visto

Quelgiorno

 

di Francesca Giambalvo e Francesca Andronico – “Sembrava un lunedì come gli altri e invece Ari non tornò più. “Strano…” mi dissi. “Probabilmente la sua caccia sta andando per le lunghe. Tornerà nel pomeriggio”. Non lo rividi fino a giovedì sera quando papà e Giulia dopo l’ennesima perlustrazione del quartiere lo trovarono nel parco, senza vita. Io e Ari ci volevamo bene. Lui racchiudeva l’essenza del gatto: bello, sofisticato, amante della caccia e della vita all’aria aperta. Amava le belle dormite e cercava affetto quando voleva lui. L’ho chiamato Aristotele perché fin da cucciolo aveva l’aria di uno immerso in importanti riflessioni sul mondo. L’ho seppellito insieme alla mia famiglia e sono stata fisicamente malissimo per giorni. Scrivere di lui, allora, mi aiutava a mantenere vivo il suo ricordo. Per molto tempo mi è venuto a trovare in qualche sogno. Sono passati 14 anni dalla sua scomparsa e da allora molti altri animali, tra cani e gatti, sono entrati nella nostra famiglia. Qualcuno è ancora qui, qualcun altro non più…”

Il dolore legato a questo tipo di perdita è del tutto personale ed è tanto più intenso quanto più era stretto il legame con il proprio animale.

  • Dare voce ai propri sentimenti;
  • Elaborare il vissuto della perdita;
  • Trovare le risorse mentali, fisiche ed emotive per costruire una nuova condizione sono aspetti importanti per celebrare e dare risalto a quel legame che ci legherà per sempre ai nostri amici.

Oggi vorrei dare voce a quel momento in cui si perde il proprio amico a 4 zampe. Con la Dott.ssa Andronico, psicologa-psicoterapeuta e consulente nell’elaborazione del lutto, parliamo di Pet Loss.

Ciao Francesca, benvenuta!

In corrispondenza della perdita di un animale si sente spesso parlare di lutto delegittimato. Cosa significa e che impatto ha sulle persone?

Le persone che perdono il proprio animale sperimentano un lutto a tutti gli effetti. Questo dolore emotivo, affettivo e spesso fisico spesso non viene riconosciuto dagli altri e può accadere che le persone stesse non si autorizzano a soffrire per questa perdita. Le situazioni più frequenti di lutto delegittimato avvengono quando non è riconosciuto il legame emotivo-affettivo nei confronti del proprio animale. Non è ovunque così perché sembrerebbe che questi aspetti abbiano una natura socio-culturale. Ad es. negli USA e in UK c’è molto più riconoscimento del valore che l’animale ha dentro la famiglia.

Quali sono le emozioni più frequenti che accompagnano gli “umani” nella loro perdita?

Le emozioni sono quelle tipiche del lutto: senso di impotenza di fronte alla morte, tristezza, rabbia, sensi di colpa accompagnati da difficoltà pratiche come riuscire ad addormentarsi e a concentrarsi.

Quali sono gli aspetti che si affrontano in una consulenza di questo tipo?

Si lavora per prendere consapevolezza delle emozioni che accompagnano la persona nel tentativo di comprenderle, riconoscerle ed elaborarle per normalizzare la situazione e restituire un modus vivendi nuovo che includa questo legame, ormai spezzato, in una veste diversa e funzionale.

Bambini e adulti affrontano gli eventi in modo diverso. Come si può affrontare questo discorso con un bambino?

Le differenze sono sostanziali perché legate all’età e al relativo sviluppo cognitivo-emotivo. Un adulto ha acquisito capacità di pensiero astratto, per cui sarà in grado di avere una rappresentazione mentale del concetto di morte, i bambini no. Rappresentarsi cognitivamente qualcosa significa avere un’immagine di cosa succederà, capacità che si acquisisce con le esperienze e le conoscenze pregresse di natura affettiva e cognitiva. Un bambino ha esperienza diretta della sua realtà sia in termini di persone, come la mamma e il papà, che di situazioni come l’andare a scuola. Per i concetti astratti come l’amore, l’amicizia, la morte, che non sono direttamente osservabili, i bambini fanno riferimento al contesto culturale e valoriale del proprio ambiente, cercando ad esempio risposte a “cos’è la morte?” e “perché sopraggiunge?”. Per questo è importante spiegargli l’accaduto in maniera credibile, con gentilezza e rassicurazione.

“Francesca ti ringrazio per la collaborazione e quando vorrai sei la benvenuta!” “Grazie a te per l’invito!”

Come hai affrontato la perdita del tuo amico a 4 zampe?

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Dott.ssa Francesca Giambalvo www.francescagiambalvo.it

Dott.ssa Francesca Andronico – www.studiopsicologicoandronico.it